«Abbiamo una all risks.» Bene. Adesso apriamola. Un’etichetta rassicurante non sostituisce il testo contrattuale, soprattutto quando nella stessa conversazione compaiono missili, sequestri, porti alternativi e consegne via camion.
Il primo equivoco è nel nome
Le Institute Cargo Clauses (A) 2009 contengono un’esclusione dei rischi di guerra. L’eventuale copertura richiede quindi di verificare le clausole aggiuntive effettivamente richiamate e le loro modifiche. Non basta trovare la parola «cargo» sul certificato. [1]
La verifica dovrebbe partire da un inventario: formulario, edizione, appendici, comunicazioni successive e conferma della spedizione interessata. Una risposta riferita a un’altra rotta o a una polizza scaduta può essere precisa e tuttavia inutile.
Una copertura non accompagna necessariamente tutta la filiera
Nelle Institute War Clauses (Cargo) 2009, la copertura ordinaria si collega al caricamento sulla nave marittima e termina allo scarico finale oppure allo scadere del periodo previsto dalla clausola 5, se anteriore. Trasbordi e porti di rifugio hanno regole specifiche. Non è automaticamente una protezione guerra da magazzino a magazzino. [2]
Questa distinzione cambia la domanda da fare. Invece di «la merce è assicurata contro la guerra?», chiederei: «È coperta per questo evento, in questo luogo, durante questa fase e in queste date?». Quattro coordinate rendono una risposta verificabile.
Il camion dopo la nave: esempio illustrativo
Immaginiamo un container sbarcato in un porto alternativo e destinato a proseguire su strada. Il cliente riceve una conferma generica di copertura guerra marittima e pensa che valga fino al suo stabilimento. Il punto da accertare è invece se l’evento temuto sul tratto terrestre rientri in una garanzia espressa.
Non sto descrivendo un sinistro né affermando che ogni sosta a terra sia esclusa: il formulario contempla anche situazioni particolari. Sto indicando il punto in cui un’impressione deve diventare una verifica documentale.
Le risposte da ottenere prima della partenza
Chiederei all’intermediario o all’assicuratore una nota riferita alla spedizione con:
- Eventi assicurati e relative esclusioni.
- Territori, scali e fasi comprese, con attenzione alla prosecuzione terrestre.
- Decorrenza, cessazione e trattamento delle soste o dei trasbordi.
- Eventuali avvisi, autorizzazioni e premi aggiuntivi richiesti.
- Effetto di appendici, clausole di cancellazione e limitazioni applicabili.
A ogni risposta assocerei il documento e il referente. L’obiettivo non è raccogliere cinque «sì», ma eliminare cinque ambiguità.
Metodo TARGA: disegnare il viaggio, poi leggere le clausole
Su una pagina traccerei magazzino, camion, terminal, nave, porto alternativo e consegna. Sotto ogni fase indicherei chi ha la custodia e quale garanzia è stata verificata. Le caselle senza risposta diventano azioni da chiudere prima dell’affidamento.
La competenza non consiste nel dire «tranquillo». Consiste nel sapere dove quella parola smette di essere giustificata.
Fonti e riferimenti
- https://www.if-insurance.com/globalassets/industrial/files/marine-cargo/institute-clauses/institute-cargo-clauses-a-2009.pdf
- https://www.if-insurance.com/globalassets/industrial/files/marine-cargo/institute-clauses/institute-war-clauses-cargo-2009.pdf
Approfondimento professionale generale. Le singole situazioni richiedono l’esame dei documenti e delle circostanze specifiche.
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